Al parco.

Due bimbi camminano mano nella mano: uno di 6 anni al massimo, l’altro di 4. Il padre pochi passi avanti a loro.

Il piccolo piagnucola, si lamenta perché ha sete e vuole bere. E il fratellino maggiore lo consola così:

“Dai Simone, ola papà plende l’acqua. Dai non piangele, folza, ci vuole ancola poco…”.

Io mi fermo poco distante, con la scusa del cane fiutante, per godermi lo spettacolo: sono di una tale tenerezza che sorrido nella loro direzione.

Ancora li guardo, mentre i tre si allontano, che riesco a sentire anche il padre:

“Ragazziiii, ragazziiiii ve dovete sgrigàààààà, ve dovete sbrigààààà. Mò vostra madre, a casa, me se incula”.

I bimbi hanno continuato a camminare a testa bassa.

Io, impietrita, ho dovuto legarmi a un albero per impedirmi di raggiungerlo e corcarlo di mazzate.

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