Ugo Sposetti lo conoscete tutti: è senatore Pd ed ex tesoriere storico dei Ds. Ieri se ne è uscito con un delirio a difesa dei vitalizi da cui evinciamo definitivamente che “questi se drogano”.
Io con Sposetti ci ho pranzato alcuni anni fa. Eravamo da (carissimi) amici comuni sul lago di Vico. E ogni volta che ricordo quel pranzo, mi viene voglia di smetterla con la non-violenza (ché con certe persone assomiglia più a un tic o a una nevrosi che a uno stile di vita).
Cosa successe? Una cosa che farà ridere alcuni e alzare il sopracciglio ad altri.
Siamo nella casa di campagna di questi amici cui voglio molto bene, dicevo. La tavolata è bella lunga ma io – il mio solito culo – capito proprio di fronte a lui.
L’atmosfera è allegra e si commentano – come da copione – tutte le novità politiche che in quell’anno (il 2013) non sono affatto poche: Letta che assume l’incarico di presidente del Consiglio, la rielezione di Napolitano alla presidenza della Repubblica,  la condanna in via definitiva di Berlusconi a quattro anni di reclusione per frode fiscale.
Lui – sornione, pensoso, cinico senza patemi d’animo – benedice ciascuno con una battuta, un’esclamazione, uno sguardo che, tradotto, dice “ok, ma di questa cosa sai l’1% di quello che so io, dunque stai a sentire me”.
A un certo punto, prima del dolce, va via, salutando tutti: sale in macchina e parte. Peccato che il mio cane – un segugio che interpreta fedelmente il proprio ruolo e dunque segue – gli corre dietro abbaiando. Così come avrebbe fatto in una qualsiasi partita di caccia al cinghiale o alla volpe.
Lui va, insegue Sposetti. Non si sa per quale ragione. Ma va.
Sposetti è costretto ad andare piano con la propria auto: la stradina che collega il casale alla strada provinciale è sterrata.
Poi prende la strada provinciale che corre lungo il lago e prosegue senza mai fermarsi: la provinciale è a sua volta stretta e non si può percorrerla velocemente. Sto cane continua a inseguirlo, abbaiante. E il senatore continua ad andare. Non si ferma.
Non so a quale incrocio quel cretino (non Sposetti ma il mio cane) si decide a tornare: fatto sta che dopo oltre 45 minuti lo vediamo galoppare verso il casale dei nostri amici.
Direte: Beh, cosa vuoi dimostrare con questa storiella?
Semplice: che il senatore Sposetti è uno stronzo e che i vitalizi ai parlamentari vanno tagliati.
🙂

4 thoughts on “Inseguimento

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